The e Pasticcini

amicizie

Dateci qualcosa di rosso corallo. Un pizzico di turchese. Una manciata di giallo fluo: perché abbiamo voglia di luminosità. Ma dateci anche un po’ di viola, rigorosamente a metà strada tra una pennellata di ciano ed un velo di magenta. Aggiungeteci persino un atelier incastonato – come una pietra preziosa – tra l’azzurro del mare ed il verde di una villa immersa nella natura di Sferracavallo, in via Schillaci n. 29/c. Cinque modelle. Cinque bambine con i boccoli. E le amiche: quelle di sempre – come Daria Biancardi e Francesca Burgio – quelle nuove. Ecco un pomeriggio di una primavera che tarda ad arrivare, trascorso fra gemme, pizzi e seta, per fare quello che a noi donne riesce meglio: parlare di moda, spettegolare – gustando una deliziosa crostata e con una fumante tazzina di caffè in mano – e, in primis, ridere. Anche dei nostri difetti, senza prenderci troppo sul serio. Perché la bellezza è solo una questione di percezione, null’altro. Consapevolezza pura e semplice. Dei nostri capelli, spettinati dal vento o dalla pioggerellina di aprile. Dei nostri passi, con un paio di sandali legati alle caviglie o scalzi. E, soprattutto, del nostro corpo e del fascino dei suoi movimenti esaltati da una scollatura profonda sul décolleté o sulla schiena. E, allora, dateci abiti accattivanti – totally handmade – di quelli che indosseremo non solo nelle occasioni che contano. E che rimandano ad uno stile classico, ma contemporaneo, come dovrebbe essere sempre la femminilità: sussurrata. Fresca. Divertita. Semplice. Pulita, come acqua fresca sul viso al mattino. Carismatica. Ironica. Eroica ed erotica. Lontana anni luce dalla sguaiatezza di certi esibizionismi. Di certi scatti. Di certe pose. Dateci un flower dress che ci faccia sentire bene e belle e sensuali, anche senza troppi trucchi. Un vestito in jersey, che chiunque l’abbia inventato – il jersey – si merita il premio nobel per la serenità d’animo di tutte le donne, mentre fanno la valigia delle vacanze. E, ancora, jump-suit per quelle sere d’estate che non hanno bisogno di convenzioni. Morbide al punto giusto, in grado di avvolgere la silhouette e di entrare in sintonia con la leggerezza dei nostri pensieri. Copri-costumi che lascino ben poco all’immaginazione, da indossare a piedi nudi sulla sabbia. Dateci un vestito con uno strascico nero, come quello che abbiamo visto in un film, dal taglio severo, ma con lo scollo a cuore. Dateci un completo in macramè beige, leggiadro ed impalpabile, capace di donare movenze al fisico, senza fasciarlo in strutture rigide. Dateci, in anteprima, tre vestiti interamente dipinti sul tessuto dalle mani di Francesca Trapani, come anticipazione di una nuova collaborazione e di un nuovo show-room. Dateci un vestito di raso di seta, di quelli da guardare con la cura che si riserva alle cose preziose. Un vestito da gitana. E, poi, una camicia trasparente. E sopra ancora un paio di bermuda. Per esagerare, per osare, per provare, per tentare, per azzardare, per mischiare gli outfit e le carte sul tavolo. Senza alcuna regola, senza alcun preconcetto, senza alcuna paura, senza misure. Perché “nessuno deve limitare le potenzialità di una donna e del suo vestito”. Nell’armadio, come nella vita. A partire proprio da queste collezioni firmate CHICCOSA. Di Katia Montagna, fashion-designer palermitana di una gentilezza disarmante, che di snob ha solo l’eleganza. Uno charme raffinato, che, però, è accompagnato ad una semplicità che non può non lasciare inermi. Rossa, ma bionda dentro. Ha il nasino all’insù che ricorda quello di certe attrici holliwoodiane ed il sorriso spavaldo e generoso di chi ha il mare negli occhi. E nel cuore. Classe 1968 ed una passione per la moda che prescinde la materia, la forma, la taglia. Una devozione – ereditata dalla nonna e dalla zia, entrambe sarte – che la porta a concepire l’abito come una parte di noi, per quel suo adagiarsi letteralmente sulla nostra pelle, come succede proprio con certi amori. che si intreccia con il desiderio di inventare, modificare, realizzare. Di sporcarsi le mani. Passione e devozione che danno vita a creazioni uniche e personalizzate, pensate per ogni tipo di donna. Caleidoscopici capolavori sartoriali paragonabili a quelli tracciati, con le matite sgargianti e colorate, sul foglio bianco, da una pittrice. Sorridente come lei. Vivaci, solari, accesi, ma chiarissimi nel messaggio: leggerezza, raffinatezza, dinamicità, versatilità e consapevolezza di quella non-perfezione che dovremmo imparare a non celare mai. Perché è proprio lì il segreto. Lì che si nasconde la bellezza, che non scende a compromessi e che non cede alla banalità. Che non stanca e che non annoia. E così – tra una carrellata di scatti, tra una veloce sequenza di foto e tra stand ricoperti di vestiti, di fantasie, di stoffe – Katia ci ha presentato la “sua” moda, quella che ci accompagnerà nei prossimi mesi. La moda per tutte le donne, come le donne. CHICCOSAmente consapevoli, che va benissimo così.

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